L’ARIA DI ADA

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Come d’aria” ha vinto il Premio Strega l’anno scorso a titolo postumo. La sua autrice Ada d’Adamo non ha avuto neanche il piacere di questo riconoscimento. Una vita sofferta la sua. Nata nel 1967, diplomata all’Accademia Nazionale di Danza, ha scritto vari saggi sulla danza e sul teatro. 

Questo libro, autobiografico , parla della grave disabilità di sua figlia Daria con tutte le conseguenze che ne derivano. L’autrice si occupa a tempo pieno di sua figlia e comunica con lei con i sensi, gli abbracci, le emozioni. Madre e figlia sono un tutt’uno. Una storia struggente scritta con penna semplice e spesso crudele per via della crudeltà di questa vita travagliata “è necessario raccontare il dolore  per sottrarsi al suo dominio”. Ma come se non bastasse,  viene diagnosticato a Ada un tumore. Madre e figlia nella stessa lacrima.

L’impossibilità di gestire una situazione estremamente complessa e devastante con i medici che “mi guardano con malcelato fastidio” quasi a sminuire ciò che ha. Ada è totalmente annientata e sola, parenti ed amici spariti poiché la malattia, il dolore e la morte fanno paura “la solitudine fa talmente compagnia che a un certo punto non si ha più paura di  nulla. Quando è buio e tu urli e io non so più cosa fare per farti smettere. Quando sento e vedo il tuo soffrire e non riesco a trovare la cura. Cosa vuoi che sia, allora una telefonata che non arriva. Un posto vuoto a tavola o nel letto. Possso sopportare tutto se sono capace di assistere al dolore della mia carne. Anche il morire, allora, mi sembra una possibilità”.

Parole terribili, che suonano come un appello disperato e allo stesso tempo rassegnato. La morte imminente di Ada non è per lei peggiore della malattia della sua carne stessa e cioè di sua figlia.

Questo libro è un pugno allo stomaco, una riflessione profonda sul nostro essere e sulla nostra capacità nel sopportare i peggiori avvenimenti con dignità e coraggio come Ada. “dove tracciare la linea di confine tra la vita e la morte?…è nel parlare? È nel respirare? O in che cos’è? Nel sognare? Questa è la domanda….Morire, dormire, niente altro”.

Un libro che si legge d’un fiato con un groppo in gola ma un libro opportuno, delicato e necessario come il respirare quotidiano.

Rose Marie Boscolo