20 STORIE DA BAR

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Chiaccherate torinesi, appena uscito con Edizioni della Sera, è il titolo di questo libro e ne dà subito la cifra. A cura di Loredana Cella, è un libro corale con 20 racconti di autori diversi; racconti storici, polizieschi, narrativi , inventati, fantasiosi, veri, d’amore, di cronache attuali ma che hanno tutti un fil rouge: si snodano nei bar e locali più pittoreschi e particolari di Torino.

Torino è famosa per i suoi locali splendidi, lussuosi, così antichi e fermi nella storia da percepire quasi l’ombra dei personnagi famosi che vi sono andati, ma è anche la Torino dei locali  più intimi e strani.

Una città da sempre affascinante e misteriosa, pervasa di bellezza discreta e raffinata. I bar più significativi ne sono la prova evidente. E’ stata da sempre chiamata la piccola Parigi per via della sua eleganza, della sua architettura, dei suoi bei viali alberati e lo posso confermare, essendo nata e cresciuta a Parigi.

I locali di Parigi però, che ho potuto frequentare in gran numero negli anni, sono molto diversi. Alcuni antichi e altri folcloristici ma con un sapore, una patina diversa rispetto a quelli torinesi, probabilmente unici in Europa, che mi hanno da subito affascinata e rapita, appena li ho “assaporati”.

Qui il fascino autentico della Storia invade questi locali e li arreda con gli specchi molto vecchi e lasciati integri, i banconi di legno, i registratori di cassa dei tempi andati rimasti intatti,  le “boiseries”, lo scricchiolio del pavimento in legno e il profumo inequivocabile della cioccolata, delle brioche appena sfornate o dei pasticcini.

Il libro restituisce questa atmosfera rarefatta ed eterea attraverso i racconti, scritti tutti con penna ricercata e colta ma al contempo fluida e scorrevole.

Uno dei raccconti che più mi ha colpita e dato emozione è “Una penna d’altri tempi” di Erica Camoglio che si svolge al bar Barney’s del Circolo dei lettori, un caffè storico e raffinato, dove se ti siedi a consumare qualcosa non andresti più via.

Ho apprezzato moltissimo anche il racconto di Chiara Caratto, “All’ombra dell’albero” ambientato nel locale Share Wood con la particolarità unica di avere un albero in mezzo al bar.

A tutti questi racconti, che segnano un momento particolare di un particolare istante di vita può calzare a pennello la frase del racconto “Il pittore di anime” di Aurora Frola che chiosa: “Esistono giorni più lunghi di altri, più densi. Giorni in cui vivi cent’anni e non te ne accorgi. Gli orologi non l’hanno ancora capito che non possono misurare il tempo.”

Un libro opportuno e spassoso che si sorseggia lentamente come un bicchiere di Bicerìn, seduti in uno di questi affascinanti locali dove il tempo si è fermato.

Rose Marie Boscolo