I TORINESI IN GIALLO

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PREMESSA

Dal 22 al 24 agosto a Bardonecchia, sulle montagna torinesi, si è tenuta la terza edizione di Bardonoir. Un piccolo festival letterario che sta crescendo e che vede coinvolta in prima linea Chiara Caratto, una delle nostre colonne associative. La direzione artistica è di Giorgio Ballarlo, giornalista e giallista. Presidente del collettivo Torinoir. A riprova che sotto la Mole e le sue montagne, di giallo e di noir (la differenza, spiegata bene, la trovate qui) se ne produce parecchio e spesso di ottima qualità.

La premessa mi è utile per dire la mia su uno tar i giallisti torinesi che più apprezzo: Michele Paolino.

IL PROFETA DEL LUNGOTERMINE

Ieri sera, con colpevole ritardo, ho finito di leggere la sua quinta fatica letteraria. Paolino è mio coetaneo, torinese di seconda generazione proprio come me. Cattocomunista, come me. Il profeta del lungotermine”, questo il titolo, è uscito all’inizio dell’estate e segue, nell’ordine: “La ballata di borgo San Paolo”, “Hanno ucciso Babbo Natale in Borgo San Paolo”, “La versione del professore”, “Il giorno prima del voto” . Tutti pubblicati con Edizioni del Capricorno.

MI PIACE

A me piace leggere Michele (siamo amici, posso permettermi cotanta confidenza) soprattutto per un motivo: libro dopo libro noto che la sua scrittura cresce, matura e diventa sempre più riconoscibile. Non è scontato, badate. Il giallo è un genere tosto. Si parte da un assunto che il lettore già da per acquisito: il crimine verrà risolto. La sfida è il “come“. Se quel “come” non regge sei un giallista finito.

Il profeta del lungotermine” è una storia sul potere che tutto muove e che ha come scenario ideale ovviamente Torino, la città che ha l’ “understatment” inciso nel suo DNA fin dal pleistocene. Nella pancia della ex prima capitale d’Italia puoi trovare di tutto: Don Bosco o il diavolo in persona. Dipende da quale porta apri.

DUE SPONDE

I personaggi di Michele occupano due sponde: su una siede la gente normale, quella che lavora per vivere. Sull’altra ci sono quelli delle blockchain, della new economy e della old economy con le mani ancora sporche di sangue. Tutti sodali con soldi a palata da riciclare, anche attraverso le opere l’arte. Un bell’intrigo. Qualcosa in più di un semplice “guardia e ladri“.

Poi ci sono i luoghi. A Michele piace fare la guida turistica e lo fa dal suo esordio. I suoi libri potrebbe pubblicarli la Lonely Planet per quanto sono attenti agli angoli nascosti di Torino, al contesto, al recupero della storia sabauda.

Per quello che vale, se non lo avete già fatto, prendetevi del tempo e leggete qualcosa del compagno Michele Paolino da Borgo San Paolo. Vi piacerà. Saranno 13 euro spesi bene.